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Bambini e TV, cosa dice la scienza?

Da circa dieci anni, molti pediatri hanno iniziato a consigliare ai genitori di limitare l’utilizzo della TV da parte dei bambini al di sotto dei due anni di età. Le raccomandazioni si basavano tanto sul buon senso quanto sulla scienza, nonostante gli studi sul rapporto tra consumi mediali e lo sviluppo infantile fossero ad uno stato embrionale.

Programmi TV ed educazione infantile, si o no?

I programmi televisivi progettati esplicitamente come uno strumento educativo infantile “hanno effetti potenzialmente negativi e nessun effetto positivo noto per i bambini di età inferiore ai 2 anni” così come sostenuto dall’American Academy of Pediatrics di Boston, che poi aggiunge in un suo comunicato ufficiale: “anche se la programmazione infantile potrebbe essere ritenuta divertente, non dovrebbe essere pubblicizzata ai genitori come un contenuto educativo”.

Nonostante gli avvertimenti siano stati dati fin dalla fine degli anni ’90, gli schermi passivi di intrattenimento – smartphone, televisori, computer, lettori DVD – sono diventati onnipresenti e la durata media di permanenza di fronte ad uno schermo è pari a due ore di schermo al giorno per bambini da 0 a 2 anni, che è così diventato un segmento di età obiettivo primario della televisione cosidetta “didattica”, spesso utilizzata dai genitori nella convinzione che sia realmente utile.

Gli studi effettuati dalla fine del 1990 ad oggi, hanno scoperto che i bambini non capiscono davvero cosa accade sullo schermo finché non hanno circa 2 anni: solo dopo aver passato questa età riescono a comprendere ciò che viene loro mostrato, altrimenti la TV (o qualsiasi altro schermo in grado di farne le veci) è solo una scatola calda e colorata. In altri casi, lo schermo viene utilizzato consapevolmente per godere del breve periodo di pace che si genera in seguito al fatto che il piccolo è impegnato con la TV: i genitori possono così parlare ed interagire liberamente tra loro portando a termine compiti altrimenti di difficile realizzazione. Alcuni studi hanno tuttavia specificato che, tra l’uso della televisione come mezzo educativo e di sviluppo linguistico ed il tempo speso di fronte al mezzo televisivo, possa generare un ritardo nello sviluppo del bambino. Sebbene sia chiaro che non è possibile per nessun genitore trascorrere 24 ore al giorno a leggere e giocare con i propri figli, è necessario capire che i piccoli sono in grado di giocare in maniera indipendente e che questo è per loro un momento molto prezioso nel quale l’immaginazione, la creatività, la fantasia e l’approccio alla soluzione dei problemi iniziano a svilupparsi adeguatamente.

iPad, Smartphone e simili, come comportarsi con i nostri figli?

Per quanto riguarda iPads, smartphone ed altri dispositivi interattivi simili, la ricerca non è evoluta come quella sul rapporto TV-infanzia, per questo le conclusioni al momento non sono univoche, E’ necessario tuttavia mettere in guardia, consigliando scetticismo, per tutte quelle App le cui rivendicazioni promozionali promettono di essere educative, di aiutare ad imparare giocando, poiché niente di tutto ciò è scientificamente ancora dimostrato.In linea di massima non ci sono  problemi di concetto a far interagire i propri bambini con gli schermi touch, e non necessariamente devono essere visti negativamente, tuttavia è necessario capire dettagliatamente che tipo di influenza hanno questi strumenti sullo sviluppo naturale del bambino.

2017-11-24T17:03:05+00:00 ottobre 10th, 2017|Esperto risponde|Commenti disabilitati su Bambini e TV, cosa dice la scienza?