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Certificazioni di prodotto: Come valutarne la validità?

Vi siete mai chiesti quanto siano effettivamente ecologici, sostenibili o salutari i prodotti che si professano tali? Ebbene, l’unica arma per il consumatore finale è il controllo delle certificazioni apposte sul prodotto.

PER UN CONSUMO CONSAPEVOLE

Le parole ecologico, biologico e naturale, quando utilizzate per descrivere caratteristiche di prodotto ed in assenza di una normativa che le leghi a specificità che ne regolano l’utilizzo, sono prive di sostanza. E’ chiaro dunque che per le imprese virtuose sia necessario dotarsi di strumenti atti a permettere una corretta valutazione dei prodotti da parte del consumatore, fornendo una corretta interpretazione dei valori aziendali. Per questo motivo c’è necessità di incentivare un “consumo consapevole” rendendo edotto il cliente che ogni logo relativo ad una certificazione è un impegno formale dell’azienda al rispetto delle linee guida etiche e morali che tale certificazione porta con sé.

Alcune certificazioni sono poco conosciute, soprattutto quelle relative alla tutela della salute di chi soffre di allergie dermatologiche (anche patologiche), poiché in Italia non esiste un organo di certificazione atto allo scopo, come ad esempio “Allergy-Certified” (presente su alcuni prodotti della linea Nappynat e rilasciata solo da un’organizzazione danese) e “Asthma-Allergi Foundation” presente ad esempio su alcuni prodotti di importazione nel settore cosmesi ed igiene.

Il marchio scandinavo (tutelato dal governo danese) “Nordic Ecolabel” tutela invece la sostenibilità di un prodotto e ne trasmette la trasparenza del marchio al consumatore e, nonostante le caratteristiche per rientrare nella certificazione da parte di un prodotto siano effettivamente non troppo restrittive rispetto alla certificazione biologica standard, impongono comunque all’azienda che commercializza il prodotto con tale certificazione ad una rivalutazione del proprio ciclo produttivo in ottica di un minore impatto ambientale (il GWP global warming potential – dato potenziale sull’impatto del prodotto nel riscaldamento globale della Terra).

LE DIFFICOLTA’ PER LE PICCOLE AZIENDE VIRTUOSE

Alcune certificazioni sono più complicate e più onerose da acquisire – economicamente ed in termini di tempo investito – come “Ok Compost”, “Cradle to Cradle” o “Gots”, tre certificazioni basate sul’analisi tecnica LCA (life cycle assessment) per le quali le aziende più piccole riscontrano maggiori difficoltà di acquisizione, soprattutto per la certificazione di prodotti innovativi o primi nel loro genere sul mercato generalista.

RICONOSCIBILITA’ DELLE CERTIFICAZIONI

In ultima istanza, tutte le certificazioni generate da analisi effettuate presso laboratori statali sono riconoscibili perché riportano un numero seriale che, qualora non sia riscontrabile, rimane una buona idea approfondire contattando il customer service del produttore. Il consiglio rimane ovviamente valido sempre e comunque anche nei casi in cui si voglia solamente saperne di più su ciò che si va ad acquistare, tutelando noi stessi, i nostri cari e l’ambiente circostante.

Di Marco Benedetti

2017-06-28T15:48:21+00:00 giugno 27th, 2017|Ambiente|Commenti disabilitati su Certificazioni di prodotto: Come valutarne la validità?