Per informazioni 800 667 270 Lun.-Ven. 9.00/19.00|info@nappynat.it

Bambini più autonomi? Si, con il Metodo Montessori

Risale al 1909 la pubblicazione de “Il metodo della pedagogia scientifica applicato all’educazione infantile nelle Case dei Bambini”, il testo scritto da Maria Montessori educatrice, medico e neuropsichiatra infantile italiana, che si porrà come cardine alla base della pedagogia moderna.

In poche parole d’introduzione, il principio basilare del metodo montessoriano consiste nello spronare la spontaneità del bambino, nel rispetto delle sue esigenze espressive, inquadrato in un ottica di sviluppo pieno delle sue potenzialità e delle capacità di autoregolamentazione.

 

Diffusione e valenza del metodo Montessori

Il metodo Montessori è oggi sempre più diffuso nelle scuole di tutto il mondo, che secondo gli insegnamenti della Montessori cercano di adattare ai bambini il mondo degli adulti, ad esempio mettendo a loro disposizione sedie e tavoli a misura di bambino o proponendo loro attività che mirano a stimolare la loro innata sete di conoscenza, nel contempo migliorandone capacità di concentrazione ed (auto)disciplina, formando così bambini liberi ed autonomi, in grado di affrontare la vita rispettandone le regole.

 

Applicazione del metodo pedagogico in ambito familiare

A distanza di quasi un secolo dalla sua ideazione, il metodo Montessori è ancora considerato un validissimo metodo di educazione infantile: per questo motivo applicarlo anche in famiglia è una strada da poter perseguire in tutta sicurezza. E’ necessario dunque avvicinare il bambino alle attività giornaliere svolte dai genitori all’interno del contesto domestico, come apparecchiare o sparecchiare, aiutare a cucinare, riordinare i giochi o imparare ad allacciarsi le scarpe: il tutto potrà avvenire abbastanza linearmente e senza forzature, poiché i bambini sono per natura molto curiosi delle attività degli adulti. Agevolare il bambino nel raggiungimento dell’autonomia e nella libertà di scelta delle attività cui desiderano dedicarsi è il primario obiettivo del famoso metodo pedagogico, che inoltre promuove il gioco oltre che come momento divertente e di svago anche come opportunità di apprendimento.

 

I principali strumenti didattici suggeriti

Per l’applicazione del metodo Montessori in famiglia è possibile munirsi ed utilizzare alcuni strumenti didattici creati appositamente e che andiamo ad elencare qui di seguito, specificandone le funzionalità:

  • La scatola dei misteri – Adatta per bambini di 1 o 2 anni, si tratta di una scatola o di un cestino chiuso in cui il bambino ha la possibilità di infilare le mani e scoprire cosa c’è al suo interno, per abituarlo a riconoscere gli oggetti che lo circondano e svilupparne le qualità cognitive, imparando a riconoscere gli oggetti solo attraverso il tatto.
  • La scatola per imbucare – Adatta dal un minimo di 8-9 mesi fino ai bambini di 3 anni di età, è una scatola in plastica (o cartone colorato se fatta in casa) con uno o più fori che permettono l’inserimento di forme geometriche differenti che permette di allenare la coordinazione tra mano ed occhio del bambino.
  • Il barattolo della calma – Adatto per i bambini di tutte le età, viene utilizzato per riportarli ad uno stato di equilibrio dopo un litigio o un pianto. E’ un barattolo contenente brillantini colorati in una soluzione liquida che, una volta agitato, crea un movimento in grado di attrarre l’attenzione del bambino e predisporlo all’ascolto di ciò che il genitore ha da dire. Fra tutti gli strumenti didattici del metodo Montessori è quello probabilmente più facile da realizzare in casa e per la costruzione del quale sarai in grado di trovare molte guide online.
  • La torretta per l’apprendimento – Adatta per i bambini fin dal primo anno di età in poi, non è altro che uno sgabello in legno con supporto anti-caduta che permette al bimbo di raggiungere in piena autonomia i ripiani più alti della casa e di osservarci o aiutarci – ad esempio – mentre stiamo lavando i piatti o stiamo cucinando, o più semplicemente per raggiungere il lavello e lavarsi le mani. Questo permetterà al piccolo di sviluppare sin da subito consapevolezza di essere utile al genitore ed allo stesso tempo autonomo. L’unica raccomandazione è non lasciare mai che il bambino utilizzi lo strumento senza la supervisione di un adulto.

 

Attività formative da intraprendere con il bambino

Infine, dopo aver suggerito il metodo pedagogico e gli strumenti per aiutarne l’attuazione, eccoci ad alcuni brevi consigli utili sulle attività da svolgere (oltre al gioco!) con i vostri figli:

  • Tra 1 e 2 anni possono aiutare a sbucciare i mandarini o le arance, successivamente invece già usare lo spremiagrumi;
  • Tra i 3 ed i 4 anni possono tagtliare le verdure lessate, ovviamente utilizzando un coltello di plastica o non affilato;
  • Per i più grandicelli invece, offrire loro la possibilità di aiutarvi ad impastare il pane, utilizzare l’imbuto o versare del latte nell’impasto, sarà di grande aiuto
  • Con la massima attenzione e con cognizione di causa, è possibile, via via che il nostro piccolo cresce, affidargli compiti sempre più complessi, dal piccolo giardinaggio al riordino dei giocattoli, dal caricare la lavastoviglie alla pulizia della casa.

Il vostro più grande successo sarà vedere che vostro figlio è finalmente riuscito a fare tutto da solo!

 

2017-09-01T17:26:02+00:00 agosto 30th, 2017|Esperto risponde|1 Commento